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Processo bis all’Olivetti: nuove vittime dell’amianto

Processo bis all’Olivetti: nuove vittime dell’amianto

La procura di Ivrea, a pochi mesi dalla prima sentenza, ha chiesto al Giudice dell’Udienza Preliminare la proroga del termine delle indagini Olivetti bis, per accertare le cause e definire le responsabilità del decesso di 11 ex operai.

Processo di primo grado: c’è tremolite all’Olivetti

Nel processo di primo grado, terminato nel mese di luglio, 13 sono state le condanne e 4 le assoluzioni, per i morti e gli ammalati a seguito dell’esposizione alla fibra killer.

Durante il dibattito, è stato dimostrato l’utilizzo di talco contaminato da tremolite: la polvere killer, bianca e inodore, utilizzata come lubrificante per l’immissione dei cavi nei rivestimenti di gomma. Purtroppo la tremolite non venne immediatamente sostituita e rimase in uso almeno sino alla primavera del 1986, mietendo silenziosamente decine di vittime.

Richiesta di proroga delle indagini sulla fibra killer

Dalla prima sentenza, molte sono stati i casi di malati e morti per mesotelioma pleurico.  Per questo motivo la procura di Ivrea si è espressa a favore della proroga del termine di indagine preliminare per verificare le responsabilità delle morti.

Di nuovo sono stati messi sotto inchiesta 18 ex manager e dirigenti dell’Olivetti: tra gli indagati spiccano Carlo De Benedetti, ex presidente dell’Olivetti e il fratello Franco all’epoca vice-presidente e amministratore delegato dell’ ex stabilimento, entrambi già condannati in primo grado. Si aggiunge l’accusa dei due dirigenti Giorgio Panattoni e Luigi Pescarmona.  

Il movente è lo stesso: omicidio colposo e gravi lesioni a danno degli ex operai e impiegati. I dirigenti, non solo hanno sottovalutato il rischio amianto, ma non hanno rispetto le norme di sicurezza necessarie per evitare il contatto con la fibra killer.

A Ivrea si muore ancora di amianto

In questo nuovo filone d’inchiesta sono 15 le parti lese accertate: 11 sono i famigliari di ex operai e impiegati deceduti, quasi tutti nel corso del 2016.

Nonostante il territorio sia stato bonificato e non vi siano più tracce della fibra killer, continuano ad arrivare segnalazioni da parte dei famigliari di ex operai e dei dipendenti che in questi anni si sono ammalati di mesotelioma pleurico e cancro ai polmoni.

Le prospettive per i prossimi anni non sono certo delle migliori: in base ai tempi di esposizione all’amianto e al decorso della malattia, si stima infatti che nel 2020 ci sarà un picco di morti legate alla fibra killer. La lotta contro  questo fantasma silenzioso non finisce qui: si prevede che dopo l’Olivetti bis seguiranno un Olivetti ter e un Olivetti quater