Il blog di riferimento sull'Amianto

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I veri numeri dell'amianto con #AddioAmianto

Wired ha da poco pubblicato un’inchiesta shock sulla fibra killer: per la prima volta ecco a noi la reale entità del disastro, spesso celata dalle istituzioni.

La trasparenza di dati e operazioni di bonifica è la prima arma contro l’amianto! La petizione #AddioAmianto chiede al governo maggiore chiarezza sul dramma nazionale.

L’Italia contaminata

38mila siti contaminati dalla fibra killer, di cui 35.521 da bonificare. Queste le cifre ufficiali fornite dal Ministero dell’Ambiente. Numeri astratti che Wired ha voluto concretizzare con una mappatura online di tutte le aree contaminate.

Al numero ufficiale dovrebbero essere aggiunti i 107.000 e 85.908 siti colpiti dalla fibra killer, rilevati dalle mappature aeree rispettivamente in Piemonte e in Lombardia.
Mentre mancano i dati della Calabria e della Sicilia, da poco coinvolte nel censimento.
La troppa burocrazia e molta confusione nei piani regionali di gestione dell’amianto hanno dato alle istituzioni (e a tutti gli italiani), una fotografia solo parziale dell’emergenza nazionale.

Wired stima 300.000 siti contaminati da amianto, ma c’è chi ne quantifica addirittura mezzo milione.

La strage dell’amianto: invisibile ma incombente

Ogni anno l’amianto uccide 3000 persone su tutto il territorio nazionale, pari al numero annuale di morti sulla strada! Ma i dati ufficiali ancora una volta escludono molte verità: i moltissimi casi di mesotelioma pleurico non riconosciuti ufficialmente come asbesto-collegati e alcune altre patologie (tra cui cancro, malattie cardiovascolari, Sla) che potrebbero essere legate alla fibra killer.  
L’amianto colpisce lentamente, designando ogni giorno potenziali vittime. Qualche esempio?
500.000 lavoratori che ogni anno dichiarano di essere esposti alla fibra killer e 342.000 ragazzi che frequentano scuole ricoperte di asbesto.
Senza contare le migliaia di persone che vivono nelle zone limitrofe ai siti contaminati: soggetti attualmente sani, ma possibili vittime dell’amianto killer.

Un solo respiro può contenere una fibra per litro e il nemico silenzioso si insedia nei polmoni, tornando “a galla” anche quarant’anni dopo.

Bonifica dall'amianto: l'impegno

I dati forniti da Wired derivano dall’esperienza di Cittadini Reattivi, al di là delle relazioni di potere. Lo stato, nonostante il decreto del governo Monti 33/2013 e la legge 195/2005 che impongono la divulgazione delle informazioni ambientali continua a tenere nascoste le cifre di un dramma nazionale.

Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti giustifica questa carenza del sistema richiamando i problemi di privacy insiti nella pubblicazione integrale dei dati sull’amianto, che consistono nella citazione di nomi, cognomi e indirizzi dei proprietari dei siti bonificati. Galletti si impegna però a promuovere la bonifica e il controllo dei siti: una speranza per vincere la battaglia contro l’amianto.
Ma le parole non bastano: serve l’attenzione dell’Italia intera e delle istituzioni. Il problema invisibile e quanto spesso trascurato ha prodotto e potrebbe continuare a farlo, conseguenze letali.
#AddioAmianto è una petizione promossa da Wired e lanciata sul sito change.org.
L’obiettivo è quello di spronare le istituzioni ad approvare cinque misure concrete per migliorare la trasparenza sul tema amianto e trovare le soluzioni possibili per combatterlo, sperando di annientarlo

perché il primo passo per distruggere il nemico è conoscerlo