Il blog di riferimento sull'Amianto

I numeri dell'amianto in Italia (fonte: Corriere.it)

Picco di malati da amianto nei prossimi 15 anni

Secondo studi scientifici ed epidemiologici il picco di malattie provocate dall’esposizione all’amianto si raggiungerà nei prossimi 15 anni

Il monito a non abbassare la guardia arriva dall'Ona, l’Osservatorio nazionale amianto, l'associazione che raggruppa lavoratori esposti, familiari delle vittime, medici, ricercatori, avvocati, ingegneri. «Secondo le nostre stime, afferma il presidente dell’Ona Ezio Bonanni, i mesoteliomi con esito infausto sono circa 1.500 l’anno, i tumori polmonari almeno 3mila e, se si aggiungono le altre patologie asbesto-correlate, siamo ben oltre i 5mila morti per amianto ogni anno».

L’utilizzo dell’amianto, dichiarato cancerogeno dalla comunità scientifica internazionale già negli anni Sessanta è stato vietato nel nostro Paese nel 1992, ma ha lasciato una pesante eredità sia in termini di vittime che in termini di siti e aree da bonificare.

Le malattie asbesto-correlate sono caratterizzate da un lungo periodo di latenza, in particolare per quanto riguarda il mesotelioma, uno dei tumori polmonari più aggressivi: posspno passare fino a 40-45 anni tra l’inizio dell’esposizione all’amianto e il momento in cui si manifesta la malattia.

Il periodo di massima produzione dell’amianto, un minerale versatile, economico e resistente, risale agli anni Ottanta; veniva impiegato nelle fabbriche di cemento-amianto, nei cantieri navali e in diversi siti industriali, ma anche nell’edilizia pubblica e privata. «In diversi casi si è continuato a usare l’amianto fino al 2004 attraverso deroghe tecniche - denuncia Paolo Pitotto, medico del lavoro e consulente della Procura della Repubblica di Milano -. E l’esposizione continua oggi, anche perché uno dei principali problemi da risolvere è la rimozione dei materiali con amianto». Il deterioramento dei materiali contenenti amianto infatti può essere causa di rilascio delel fibre cancerogene «La mancata rimozione dell’amianto espone al pericolo le persone sia in ambito lavorativo sia negli ambienti di vita - sottolinea Pitotto - e continueranno ad aumentare le malattie asbesto-correlate».

Secondo i dati del Registro nazionale dei mesoteliomiaggiornati al 2008 , che attua una sorveglianza epidemiologica su tutta la popolazione, i più a rischio rimangono i lavoratori, ma circa l’8-10% dei pazienti si è ammalato per motivi ambientali, vivendo vicino a siti contenenti amianto, o in quanto familiari dei lavoratori esposti.

Le fibre di amianto possono causare placche pleuriche e ispessimenti della pleura, ma anche asbestosi; mesotelioma pleurico, pericardico, peritoneale, della tunica vaginale o del testicolo; carcinoma polmonareL’amianto farebbe inoltre aumentare il rischio di tumori gastrici, delle ovaie, di laringe e faringe.