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Operai a rischio per l'amianto nella ceramica sanitaria

Operai a rischio per l'amianto nella ceramica sanitaria

L’amianto è contenuto anche nella ceramica sanitaria. È vero allarme a Civita Castellana (Viterbo), dopo conferma dell'Asl e Università di Torino.

Distretto industriale di Civita Castellana

Il 16 giugno scorso il Distretto industriale di Civita Castellana, famoso per la produzione di ceramica sanitaria, è stato colpito dal problema della potenziale presenza di fibre di amianto nell’impasto dello stesso materiale, il cui principale indagato portatore di fibre d’amianto killer è il feldspato: ingrediente proveniente dallo stabilimento sardo di Gallese.

La procura della Repubblica di Viterbo ha aperto un’inchiesta, richiedendo l’analisi di un campione di impasto sia all’Asl di Viterbo sia al Politecnico di Torino.

La Asl conferma di tremolite di amianto

 Dopo accurate analisi la Asl ha comunicato che nel campione di ceramica analizzato all’Università di Torino è stata rilevata la presenza di tremolite di amianto. Le indagini sono state condotte con un microscopio elettronico a trasmissione che consente di ottenere risultati più precisi e veritieri rispetto ai metodi di analisi tradizionale. Sembrano quindi non esserci più dubbi e il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, ha subito convocato un tavolo tecnico per gestire questa situazione di allarme.

A rischio inalazione

La domanda è sorta spontanea: sono quindi a rischio tutti coloro che sono entrati in contatto con il sanitario prodotto con ceramica contaminata? In realtà, il processo di cottura della ceramica avviene ad una temperatura talmente alta (1100 °C) da impedire la dispersione dell’amianto nell’aria. Nessun rischio quindi per chi entra in contatto con il prodotto finito. La situazione è invece critica per gli operai che hanno trattato l’impasto con fibre d’amianto prima della cottura del “manufatto”. Infatti, nella preparazione e nel processo di colatura negli stampi, le fibre di amianto potrebbero essere state disperse nell’aria e di conseguenza inalate dai lavoratori.

Per tutelare gli operai la Asl ha imposto un’interruzione dell’utilizzo del feldspato contaminato e il suo smaltimento immediato.

Anche il sindaco di Gallese ha espresso la sua apprensione: lo stabilimento sardo è stato sequestrato e sarà chiuso per tre mesi con conseguenze occupazionali importanti per i suoi dieci lavoratori

Anche l’economia del settore coinvolto barcolla nuovamente. Dopo la triste scoperta, si scongiura la nuova crisi ed eventuali ricadute per la ceramica sanitaria, da poco ripresasi da un lungo periodo di crisi.