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Morti di amianto all'Olivetti, 30 indagati a Ivrea

21 casi di morte per mesotelioma pleurico, tredici delle quali avvenute tra il 2000 e i gli inizi del 2013. A Ivrea si allunga l’elenco degli indagati nell’ambito dell’inchiesta per le morti da amianto negli stabilimenti Olivetti: gli indagati passano da 24 a 30, in un arco temporale che si estende fino ai primi anni del 2000. Nel mirino finisce anche l’area di Palazzo Uffici i cui sotterranei ancora oggi hanno strutture in amianto e la società Olivetti Multiservice che gestì l’immenso patrimonio immobiliare dell’azienda di Ivrea.

Tra i nuovi indagati, presidenti, consiglieri di amministrazioni e manager della Olivetti e delle società controllate, la maggior parte ha più di 90 anni e alcuni vivono da tempo al’estero. Per il momento sono stati esclusi dalle indagini i consiglieri di amministrazione con incarichi inferiori a un anno.

Le vittime di mesotelioma pleurico sono ventuno e hanno tutte storie simili. Lavoratrici e lavoratori degli stabilimenti di Scarmagno, San Bernardo e Officine Ico dove nei reparti si utilizzava, come accertato da una precedente inchiesta, talco contaminato con amianto, detto tremolite, per riuscire a far scorrere i cavi dentro le guaine a loro volta rivestite, durante il cablaggio, con protezioni isolanti in fibre di amianto. Operai, manutentori, addetti alla produzione di telescriventi e personal computer, dipendenti dell’Olivetti dalla fine degli anni Settanta ai primi anni Duemila.

Tra i nomi di spicco finiti nell’inchiesta c’è quello dell'ingegnere Carlo De Benedetti, presidente dell’Olivetti per quasi vent’anni, dal 1978 al 1996 e del fratello Franco, che ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato e vice presidente. Un altro nome eccellente è quello di Corrado Passera, ex numero uno di Intesa Sanpaolo, ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Monti, a Ivrea dal 1992 al 1996 con la carica di amministratore delegato.

Per tutti le accuse ipotizzate sono di omicidio colposo e lesioni plurime. L’ipotesi è che i vertici dell’Olivetti non abbiano adottato gli strumenti necessari affinché i luoghi di lavoro fossero al riparo dalle sostanze cancerogene. Secondo le testimonianze raccolte infatti, gli operai tornavano a casa con i grembiuli imbiancati di talco contaminato da amianto.

L’inchiesta, che ha preso avvio da una indagine epidemiologica dell’Asl/To4 su una serie di decessi per mesotelioma pleurico, procede a rilento e tra non poche difficoltà, ma l’avviso di conclusione indagine potrebbe essere spedito agli indagati entro quest’estate.