Il blog di riferimento sull'Amianto

Amianto Alfa Arese

Morti per amianto all'Alfa di Arese: iniziato il processo

Sono numerose le istituzioni, le associazioni e i sindacati che, insieme al Comune di Arese e alla Regione Lombardia, hanno chiesto di costituirsi parte civile accanto ai familiari degli ex dipendenti dell’Alfa di Arese, morti in seguito a malattie asbesto correlate; tra queste l’Asl, l’Inail,la Fiom-Cigl, i comitati di base, Medicina Democratica e l'Associazione italiana esposti ad amianto

Sono trentatre i casi di operai finiti nelle indagini a partire dal 2008 e ventuno le morti accertate per malattie e tumori polmonari «di sospetta origine professionale» per i quali il pm Maurizio Ascione e il procuratore aggiunto Nicola Cerrato hanno chiesto lo scorso dicembre il rinvio a giudizio di Paolo Cantarella e altri sei ex manager di Fiat.

L’accusa è quella di concorso in omicidio colposo per la morte di 21 operai dell'Alfa Romeo di Arese che sarebbero stati esposti all'amianto negli anni Ottanta e Novanta senza le necessarie misure di sicurezza.

Cantarella è coinvolto nel procedimento in qualità di ex presidente di Alfa Lancia spa e di Alfa Industriale e di ex amministratore delegato di Fiat Auto spa tra il 1991 e il 1996. Rispondono in concorso per lo stesso reato i vari vertici del gruppo che si sono succeduti in quegli anni: Corrado Innocenti, Piero Fusaro, Luigi Francione, Giorgio Garuzzo, Vincenzo Moro, e Giovan Battista Razelli.

Quattro fascicoli, migliaia di pagine dove sono raccolti cartelle cliniche, certificati medici, la documentazione dell’ex Ussl 68 e dell’Asl Milano 1 sull’uso dell’amianto nello stabilimento, la documentazione della Fiat comprovante l’uso dell’amianto nella produzione delle auto e della sua presenza nelle strutture edilizie dei capannoni, le testimonianze dei lavoratori esposti e le denunce dei sindacati.

Il problema amianto all’Alfa Romeo di Arese infatti era noto da tempo: già nell’aprile 1989 a seguito delle proteste dei sindacati, una decina di operai del settore abbigliamento furono sottoposti a visite mediche e analisi che rivelarono tracce d’amianto nelle vie respiratorie e nei polmoni di due operai su dieci. Solo dopo le ispezioni dell’Asl e le successive prescrizioni l’azienda si impegnò a rimuovere l’amianto presente nelle lavorazioni.

Sono in tanti ora a chiedere giustizia e che siano accertate le responsabilità. Su tutte le richieste di costituirsi parte civile il giudice per l'udienza preliminare Simone Luerti deciderà in occasione della prossima udienza, fissata per il 10 giugno