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Ilva di Taranto

Morti per amianto all’Ilva di Taranto: il pm chiede 29 condanne

Sono 29 le condanne chieste dal pubblico ministero Raffaele Graziano al termine della requisitoria che vede tra gli imputati i vertici dell’acciaieria di Taranto per il decesso, causato dall’inalazione di polveri d’amianto, di 15 operai. Oggetto dell’ inchiesta il periodo compreso tra il 1975 e il 1995, quando l’allora Italsider è passata dalla gestione statale a quella privata della famiglia Riva.

Le accuse sono di omicidio colposo e omessa cautela di precauzioni necessarie per la tutela dell'integrità fisica dei lavoratori, ma anche la mancata adozione di misure di prevenzione ambientali e personali per ridurre la diffusione di polveri dannose. Gli operai sarebbero stati ripetutamente esposti all’amianto durante lo svolgimento di attività lavorative tanto, secondo l’accusa, da ammalarsi mortalmente.

Al centro dell’inchiesta è proprio la morte per mesotelioma pleurico di 15 operai, avvenuta tra il 2004 e il 2010. Il mesotelioma della pleura è un tumore altamente maligno causato dall’esposizione alle fibre d’amianto. Almeno fino agli anni Ottanta l’amianto era infatti ampiamente utilizzato nel settore siderurgico per le sue caratteristiche di resistenza alle alte temperature e di isolamento negli altiforni.

Secondo il pubblico ministero le indagini dell’Arpa hanno dimostrato la compromissione della salute degli operai evidenziando come già nei primi anni ‘90 il tasso di mortalità per mesotelioma pleurico a Taranto era nettamente maggiore rispetto al resto della Puglia.

Per gli imputati, tutti ai vertici dello stabilimento siderurgico di Taranto tra il 1975 e il 1995, sono state chieste pene tra i 2 e i 9 anni di reclusione. La pena più alta, nove anni, è stata richiesta per gli ex direttori dei tempi di Italsider Sergio Noce, Attilio Angelini e Giovambattista Spallanzani. Quattro anni e sei mesi la richiesta per Emilio e Fabio Riva, padre e figlio, subentrati ai vertici dell’azienda nel 1995, a cui vengono addebitati due dei 15 decessi in esame dal processo.

La sentenza è attesa per il 23 maggio.