Il blog di riferimento sull'Amianto

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La lotta all'Eternit continua. Da Romana all'Ona: "Stop amianto!"

Il 3 marzo 2015 ha compiuto 86 anni, di cui 27 impegnati nella lotta contro l’amianto, come presidente dell’Afeva (Associazione Famigliari e Vittime Amianto). Romana Blasotti Pavesi ha lasciato la carica, dando le dimissioni, dopo l’ennesima delusione data dalla sentenza della Cassazione. Ma il suo cuore non smette di credere: un esempio di eroina umana e quotidiana, testimone del lutto e della disperazione civile.

Buon Compleanno Romana!

86 anni non si vedono, ma si sentono. Forse anche a causa di una lotta serrata e instancabile che Romana Blasotti Pavesi ha sostenuto con forza e costanza per quasi trent’anni, per conto della propria carica di presidente dell’Afeva. Romana ha “vissuto con l’amianto” fin da bambina quando, a Salona d’Isonzo dove è nata, viveva in una casetta (una di quelle costruzioni destinate agli operai) e costruita intorno alla fabbrica di amianto. Mamma e papà lavoravano lì.
Poi a Casale, dove si sposa e purtroppo vive cinque lutti famigliari: il marito, la sorella, due nipoti e infine la figlia. La causa? Mesotelioma pleurico. Il giorno del suo 86° compleanno Romana riceve auguri e complimenti da Sindaco, Assessore, il medico che “storicamente” si prende cura dei malati da amianto, alcuni rappresentanti dell’Associazione Voci della memoria

Le è stato chiesto di rimanere presidente d’onore dell’Afeva, per la lotta caparbia e la forza di non mollare mai. Non risponde ma l’Afeva, secondo Romana, ha ancora molto da fare.

Ingiustamente vittime

Romana racconta con tristezza la grande ingiustizia vissuta dalle vittime e soprattutto dai famigliari di coloro che non ce l’hanno fatta, catturati senza scapo dal mesotelioma pleurico. L’amianto ha ucciso e il verdetto della Cassazione è stata la risposta cattiva, implacabile e di disprezzo per le vittime che ci sono state e che ahimè continueranno a esserci. È finita? No! La lotta deve continuare, unita, come trent’anni fa. Romana esprime il desiderio che la giustizia si compia anche nelle sentenze in cui la risposta giusta è mancata e che la cura al mesotelioma si trovi presto. Tanti auguri Romana!

Via l’amianto dai luoghi di vita e lavoro

Nel frattempo interviene l’Ona – Osservatorio nazionale amianto – che organizza per sabato 7 marzo alle ore 16.30 a Rieti il convegno “Amianto nelle scuole, nelle caserme, negli ospedali e negli altri luoghi di vita e di lavoro: come affrontare il problema?”. Nel Lazio il Registro Mesoteliomi conta 1.042 casi di malattia da amianto dal 2001: una sottostima perché il registro è neonato e limitato quindi solo agli ultimi casi di mesotelioma pleurico. Asbestosi, tumore polmonare, placche e ispessimenti pleurici sono altrettanto fatali.
Solo in Italia, tra le nazioni civilizzate, il numero delle vittime è in crescita; questo a causa dei 42.000 siti ancora contaminati per 40.000.000 di tonnellate di rifiuti contenenti amianto. L’Ona insiste per la prevenzione primaria, la messa in sicurezza dei siti contaminati e la rimozione dell’amianto, attraverso la detraibilità fiscale delle somme investite, l’utilizzo dei fondi strutturali europei, i mutui a tasso agevolato  con garanzia dello Stato. La recente legge finanziaria proposta da Renzi ha introdotto modifiche in favore dei lavoratori che hanno ottenuto il riconoscimento del diritto ai benefici amianto: procedura di riconoscimento dei diritti e di prepensionamento, in favore dei lavoratori esposti alle polveri di amianto e rifiuti contaminati.
Non mancano riconoscimenti e provvedimenti per coloro che hanno contratto delle patologie asbesto correlate.

Una sola è la voce: “Stop Amianto!