Il blog di riferimento sull'Amianto

Leggere l’Amianto, fabbrica di morte

Leggere l’Amianto, fabbrica di morte

Amianto. Processo alle fabbriche della morte è il resoconto del processo Eternit protagonista delle pagine del giornalista Giampiero Rossi. Il libro, edito da Melampo nel 2012, continua a essere tema attuale. Leggere dell’amianto, infatti, non fa meno male, ma risveglia il dolore di un dramma che ha coinvolto un paese, una regione e l’Italia intera…

Triste storia di una città

L’amianto uccide… Lo sa la gente di Casale Monferrato che ha vissuto e vive ancora oggi il dramma del fantasma silenzioso, più realisticamente conosciuto come mesotelioma pleurico. 

Lo sanno i lavoratori della Eternit di Casale Monferrato che nel 2012 si sono visti riconosciuti gli indennizzi per i danni subiti durante la propria attività in fabbrica. 

Amianto. Processo alle fabbriche della morte è un triste riassunto della condanna a Stepahn Schmidheiny e Louis de Cartier de la Marchienne: coloro che hanno costruito la propria fortuna sull’amianto, conoscendone i rischi, ma ignorandone le conseguenze.

Protagonisti sono la città, la fabbrica, l’amianto e il profitto.

La trama

Dopo il 1901, anno di brevetto del cemento-amianto, lo stabilimento della Eternit di Casale Monferrato (Alessandria) inizia la produzione di manufatti  contenenti la fibra killer. Dopo circa 40 anni, studi e ricerche rivelano la stretta relazione tra amianto e malattie croniche come asbestosi e mesotelioma a danno dell’apparato respiratorio, ma la Eternit e i suoi dirigenti, a conoscenza del rischio, non fermano la produzione almeno fino al 1986: in quell’anno la fabbrica viene finalmente abbandonata senza alcuna bonifica. Inizia qui la strage di morti e malattie che ancora oggi non ha fine…

Amianto in fatti e parole

Attraverso la testimonianza dei parenti delle vittime, la ricostruzione storica grazie a documenti, l’accusa e il processo esplode la disperazione di una comunità affranta che ha avuto la tenacia di chiedere e ottenere giustizia: obiettivo che nonostante tutto, lascia l’amaro  in bocca...