Il blog di riferimento sull'Amianto

L'amianto colpisce l'esercito italiano

L'amianto colpisce l'esercito italiano

E' stato scoperto dell'amianto sugli elicotteri dell'esetcito italiano: Marina, Aeronautica, Esercito e Carabinieri. I modelli incriminati sono numerosi, l'amianto è stato riscontrato nelle guarnizioni, condotti, tubi, nonché pastiglie dei freni, rotore e ruote. La questione, però, non riguarda solo le forze armate ed i militari che hanno operato su questo tipo di velivoli, infatti ad entrare in contatto con l'amianto sono stati anche gli operai e gli impiegati che hanno lavorato a stretto contatto con gli elicotteri contaminati.

La prima ammissione della presenza di asbesto e di altre sostanze nocive è la stessa azienda Agusta Westland che in una comunicazione risalente al 1996 presenta al Ministero della Difesa l’elenco delle sostanze pericolose presenti negli elicotteri. Le Procure militari di Roma e Napoli ora hanno aperto un’inchiesta.

In una lettera inviata al sedretario della Difesa, l'Augusta Westland scrive: “Per gli elicotteri inquinati proponia un programma di bonifica, effettuato da una ditta qualificata, il cui onere economico veniva divido pariteticamente tra Ditta e Pubblica Amministrazione. E' una proposta di bonifica, lungi dal rappresentare in alcun modo una assunzione di responsabilità è stata fatta solo e esclusivamente nell’ottica di venire incontro alle esigenze, soprattutto economiche e gestionali rappresentate dagli Enti coinvolti, onde assicurare loro il minor disagio operativo".

La Difesa invece sostiene che a causa della mancata comunicazione di presenza di componenti cancerogeni, le attività relative alla bonifica degli aeromobili contaminati la Ditta dovrà assumersi interamente i relativi oneri. Ovviamente non la pensa così Agusta Westland che invece dimostra documenti alla mano che il Ministero sapeva dal 1996. Rimane da capire come mai sono trascorsi tutti questi anni prima di aprire un'indagine a riguardo, arrivata solametne di recente a seguito della denuncia di Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia: “Il problema prioritario adesso non è il “rischio amianto”, il problema reale sul quale Mauro deve rispondere è perché la Difesa sapeva e per decenni non ha fatto nulla per applicare la legge”.