Il blog di riferimento sull'Amianto

Edilizia scolastica

Via l’amianto dalle scuole: l’edilizia scolastica priorità del Governo

I primi 150 milioni di euro previsti dal Decreto del Fare per interventi urgenti di riqualificazione e messa in sicurezza delle scuole, in particolare quelle dove è presente amianto, sono stati assegnati a inizio novembre dal Governo Letta. Alle Regioni sono arrivate 3.302 richieste di intervento dagli enti locali, 2.515 delle quali ammissibili al finanziamento. Grazie ai 150 milioni stanziati, 692 interventi sono già stati avviati. Di questi quasi il 30% riguardano proprio la bonifica delle strutture dall’amianto.

L’edilizia scolastica rappresenta una priorità anche per il Governo Renzi che nella prima settimana di incarico scrive agli oltre ottomila primi cittadini di tutti i comuni italiani invitandoli ad individuare un edificio scolastico da candidare ad un progetto di ristrutturazione, inviando una e-mail a sindaci@governo.it entro il 15 marzo 2014. Il premier annuncia di voler varare il "più grande piano di edilizia scolastica mai lanciato da un governo centrale al fine di rilanciare investimenti su tutto il territorio nazionale, puntando sul valore più grande che un Paese può incentivare: l’educazione.

Ma per risanare il patrimonio di edilizia scolastica serviranno risorse ingenti. I dati del Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi sono allarmanti: oltre il 60% delle scuole sono state costruite prima del 1974, il 37,6% ha bisogno di interventi di manutenzione urgente, la maggior parte dei quali riguardano proprio la presenza di amianto, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico, il 40% non ha il certificato di agibilità e il 60% non ha il certificato di prevenzione incendi. Inoltre, sempre secondo il Rapporto di Legambiente, preoccupano i dati relativi al monitoraggio dell’amianto con una diminuzione dei comuni impegnati nell’effettuare i controlli negli edifici scolastici a fronte di un aumento dei casi certificati di presenza di amianto e di quelli sospetti.

Anche Regione Lombardia, sul finire dello scorso anno, ha promosso oltre 400 progetti per rimuovere l’amianto dalle scuole. Con i fondi a disposizione per l'edilizia scolastica l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea ha infatti voluto dare priorità assoluta all'emergenza amianto. Per l’eliminazione dell’amianto dagli istituti scolastici sono pervenuti alla Regione 444 progetti per un costo di circa 155 milioni, 10 volte più di quanto ha attualmente a disposizione l'assessorato regionale.

Ma quali sono i rischi dell’amianto nelle scuole?

Malgrado la normativa italiana abbia proibito, nel 1992, l’impiego e la produzione di amianto e dei materiali che lo contengono (MCA), il rischio di esposizione permane tutt’ora, perché la maggior parte di questi materiali si trovano negli edifici pubblici e nelle scuole.

Com’è noto il periodo di latenza tra l’esposizione e la comparsa delle patologie ad essa connesse può superare i 15 anni. Gli studenti trascorrono all’incirca 13 anni a scuola, per almeno 30 ore a settimana, 35 settimane all’anno ed è quindi necessario porre attenzione agli istituti scolastici. I più giovani sono inoltre soggetti più a rischio, sia per le loro caratteristiche fisiologiche, come la maggiore attività biologica, che per la mancata percezione del pericolo.

La contaminazione da amianto all’interno di un edificio dipende dalla friabilità e dallo stato di degrado del MCA. Spetta al dirigente scolastico assolvere gli obblighi previsti per legge in materia di sicurezza, formazione e salute dei lavoratori e richiedere la verifica e il monitoraggio del rischio amianto nonché l’eliminazione dello stesso tramite bonifica. Una volta accertata la presenza di amianto nell’istituto, deve essere predisposto un piano di prevenzione specifica che includa l’informazione e la formazione del personale, degli studenti e dei genitori. Lo stabile dovrà essere sottoposto a verifiche periodiche e dovranno essere previsti interventi di prevenzione del danneggiamento dei materiali. Qualsiasi azione di bonifica dovrà avvenire assolutamente in assenza di studenti e personale, con conseguente chiusura della scuola.