Il blog di riferimento sull'Amianto

L'Eternit che ha dato spettacolo a Venezia

L'Eternit che ha dato spettacolo a Venezia

Si è tornati a parlare di amianto in occasione di uno degli appuntamenti culturali più importanti in Italia: il Salone del Cinema di Venezia.

Questa volta però non si tratta della famigerata “buca all’amianto”,  che si trovava a pochi passi dal palazzo del cinema e che tanto fece parlare di sé qualche anno fa. L’amianto torna invece a Venezia attraverso un nuovo cortometraggio che ha lo scopo di informare, colpire e sensibilizzare, una volta di più, l’opinione pubblica sul problema amianto.

E.T.E.R.N.I.T, l’amianto in un cortometraggio

Il film si chiama E.T.E.R.N.I.T, come la nota azienda che tra il 1950  e la fine degli anni ’70 produceva quantità di amianto tali da far si che il suo nome fosse assunto in Italia come sinonimo di asbesto. L’Eternit veniva infatti utilizzato in moltissimi settori industriali e civili, come coibentatore per tubazioni, isolante termico e materiale ignifugo.

Il cortometraggio, che racconta una storia a metà, tra il documentario e il racconto, è stato presentato al Palazzo della Biennale da Giovanni Aloi, già noto regista impegnato sul tema del documentario industriale, con all’attivo un altro film (“A passo d’uomo”) sulle vicende degli operai dell’Ilva di Genova.

In concorso alla 72esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, per la sezione Orizzonti, è andata quest’anno in scena la storia del distretto ceramico di Sassuolo, una delle zone industriali maggiormente colpite dalla fibra killer. Il regista affronta con occhi nuovi la delicata questione dell’emergenza globale asbesto, ascoltando le persone direttamente coinvolte: ex lavoratori di Casale Monferrato, famiglie e ammalati di asbestosi.

La trama

Siamo nel 2015, nel distretto ceramico di Sassuolo (sud Italia) uno dei luoghi più inquinati dall’amianto, dove da anni sono in corso le opere di bonifica dalla fibra killer. Nessuno però vuole più fare questo lavoro, se non gli immigrati. Alì è un immigrato tunisino che lavora duramente e si trova di fronte a scelte difficili per prepararsi ad accogliere la sua famiglia in Italia. 

«La sceneggiatura di E.T.E.R.N.I.T. è stata scritta dopo numerose interviste agli operai di un’azienda specializzata in bonifiche di amianto e l’attore scelto per il ruolo di protagonista è uno di loro, le cui vicende quotidiane hanno ispirato profondamente il nostro lavoro”, dichiara il regista. Il film infatti unisce riprese reali, realizzate nel vero cantiere per documentare le difficoltà della bonifica di una reale industria, alle vicende personali del protagonista.

Il cortometraggio di Giovanni Aloi è un altro passo avanti verso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica italiana sulla lotta all’amianto. Ricordiamo che il Ministero dell’Ambiente, insieme all’Inail (Istituto Nazionale per la Prevenzione degli Infortuni sul Lavoro) e le regioni, sta continuando il censimento delle zone contaminate . Secondo i dati attualmente disponibili in Italia sono 38mila i siti contaminati da asbesto, 35mila dei quali ancora da bonificare.