Il blog di riferimento sull'Amianto

Amiantifera-Balangero

Balangero: la più grande miniera d’amianto d’Europa

L’Amiantifera di Balangero (To), è uno dei luoghi simbolo della tragedia dell’amianto in Italia e in Europa, ma anche un luogo simbolo della storia dell’amianto e delle tecniche di estrazione e di lavorazione di questo minerale, oggi ormai risaputamente cancerogeno. Attiva dagli inizi del XX secolo fino al 1990, fu la più grande cava di amianto d’Europa e una tra le prime al mondo. 

Oggi la cava è oggetto di lavori di messa in sicurezza, recupero e bonifica ad opera della R.S.A. s.r.l. – Società per il risanamento e lo sviluppo ambientale dell’ex miniera di amianto di Balangero e Corio. Dal 1995 la R.S.A.opera in convenzione con la Regione Piemonte e si occupa, non solo della messa in sicurezza e della bonifica del sito, ma anche della conservazione e della diffusione della memoria storica, attraverso l’Ecomuseo minerario di Balnagero e Corio.

Primo Levi e Italo Calvino: due testimoni d'eccezione

«C’era amianto dappertutto, come una neve cinerina: se si lasciava per qualche ora un libro su di un tavolo, e poi lo si toglieva, se ne trovava il profilo in negativo; i tetti erano coperti da uno spesso strato di polverino, che nei giorni di pioggia si imbeveva come una spugna, ed un tratto franava violentemente a terra». Primo Levi

L'Amiantifera di Balangero è citata nelle opere di due tra i più noti scrittori italiani del Novecento: Primo Levi e Italo Calvino.

Primo Levi ambientò nella miniera il racconto a sfondo autobiografico Nichel contenuto nella raccolta Il sistema periodico. Lo scrittore torinese aveva infatti lavorato a Balangero nel novembre del 1941, appena dopo aver conseguito la laurea in chimica.

Diversi anni più tardi anche Italo Calvino ebbe a che fare con l'Amiantifera, come inviato dell'Unità. Nel 1954 venne infatti inviato a Balangero per seguire una vertenza dei lavoratori della miniera contro la proprietà. Su tale vertenza e sulle condizioni di lavoro degli operai Calvino scrisse poi un lungo reportage intitolato La fabbrica nella montagna.

 

L'Amiantifera di Balangero e Corio oggi

Il sito minerario della ex Amiantifera, che si estende per oltre 300 ettari tra i comuni di Balangero e Corio, è stato individuato tra i Siti di bonifica di Interesse Nazionale (SIN) con la legge 426/1998.

Dopo gli interventi di messa in sicurezza, il sito è oggi oggetto di una costante attività di manutenzione, grazie alla quale da anni non vengono rilevati superamenti del concentramento di fibre aerodisperse negli abitati di Balangero e Corio.

Nell’area degli stabilimenti sono stati realizzati un deposito autorizzato per rifiuti pericolosi e un impianto di lavaggio e di bonifica del materiale ferroso contaminato, destinato successivamente a fusione.

Dal 2002 la R.S.A. promuove percorsi di educazione ambientale e di progettazione partecipata con le scuole elementari e medie del territorio e organizza visite didattiche in sito lungo percorsi attrezzati. Nelle ex scuole elementari di Corio si trovano ora il museo dell'Amiantifera e il museo etnografico.

Il punto sulla bonifica dell'ex miniera di amianto di Balangero in un video autoprodotto dalla R.S.A. Srl.