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Amianto all'università di Torino: chiuso Palazzo Nuovo

La fibra killer continua a minacciare gli istituti scolastici. Pochi giorni fa il pericolo amianto ha portato alla chiusura, fino al 25 aprile, di Palazzo Nuovo sede delle facoltà umanistiche dell’università di Torino.

La bonifica dovrebbe risolvere il problema asbesto che assedia l’edificio dal 1961, data di edificazione. dell’università.  Si sospetta una lunga chiusura e si cercano alternative, mentre gli studenti vogliono risposte di emergenza.  

Palazzo Nuovo emblema Amianto

Palazzo Nuovo è una delle sedi più importanti dell’ateneo Torinese: posizione centrale, transito giornaliero di circa 12 mila persone, di cui 6 mila studenti.  Ma l’edificio, costruito nel 1961, è rivestito da una corazza di amianto.

Nel 1990 scatta l’allarme asbesto  e nel 1999 un primo intervento elimina le lastre di amianto frantumato di alta pericolosità della facciata.
L’ultima ristrutturazione di Palazzo Nuovo risale al 2013 con la rimozione delle coperture di amianto per un edificio finalmente “sano”, come definito dal Professor Romano, responsabile del laboratorio di tossicologia dell’università. Una dichiarazione risolutiva, ma solo in apparenza.

Il silenzio e lo scandalo: l’emergenza amianto non è finita

L’amianto killer si è ripresentato poco dopo, ma questa volta con nere conseguenze e i dubbi sulla bonifica si sono fatti sempre più insistenti.
L’università, da sempre promotrice della battaglia contro la fibra killer, ha finanziato nell’autunno scorso l’intervento dell’Arpa (Azienda regionale per l’ambiente), per un censimento dell’amianto ancora presente a Palazzo Nuovo.  Da allora i risultati non sono più pervenuti,  né al Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl 1 (Spreal), né alla procura di Torino.
Silenzio, fino agli inizi di Aprile, quando il rapporto sulle particelle pericolose trovate nell’impianto di aerazione viene inviato agli uffici dello Spresal. È scandalo amianto e la situazione precipita.

I rilievi immediatamente successivi dell’Asl hanno svelato una realtà allarmante: la fibra killer è ancora presente nel linoleum del pavimento e delle scale e negli impianti di condizionamento. L’edificio è stato definitivamente chiuso su decisione dell’ateneo e il Rettore Gianmaria Ajani iscritto nel registro degli indagati per “omissione dolosa di cautele per gli infortuni sul lavoro”.

Amianto: vogliamo risposte!

Il nuovo allarme asbesto ha scatenato le polemiche dei comitati studenteschi, che accusano il Rettore di essere stato sempre al corrente del problema, senza mai averlo affrontato e risolto.
Le istituzioni giudiziarie e il sindaco di Torino cercano soluzioni (non) temporanee alla situazione. Delineandosi una chiusura ben più lunga delle poche giornate previste, si stanno cercando teatri, sale congressi e altre sedi per accogliere i numerosi studenti che frequentavano Palazzo Nuovo.

Mentre i tempi di attesa si allungano, si spera che la prossima bonifica possa definitivamente “liberare” Palazzo Nuovo dalla fibra killer. Nel frattempo  possiamo solo fare nostro il grido degli studenti: “Amianto, vogliamo risposte!