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Amianto 85: un secolo di bonifiche

Cos’è “amianto 85”? Non è il titolo di un libro né di un film, ma una nuova previsione per l’Italia e i siti ancora contaminati dall’amianto killer. 85 anni saranno necessari per la bonifica delle aree italiane interessate dalla presenza di rifiuti di amianto.

Numeri da brivido

A Bari, in occasione della terza Consensus Conference italiana per il controllo del mesotelioma maligno della pleura, si sono riuniti i più grandi esperti della patologia, con giuristi, giornalisti, rappresentanti delle associazioni delle vittime e delle istituzioni (Inail e Ministero sella Salute compresi). I dati sottolineati con allarme parlano di 32 milioni di tonnellate di amianto da smaltire e presente in edifici pubblici e provati in tutta Italia. 380.000 tonnellate dismesse ogni 12 mesi. Il 1992 sembrava essere stato l’anno della svolta: il divieto di estrazione, commercio, importazione e produzione nel nostro Paese poteva essere la soluzione al grave problema amianto. Non ha funzionato. Nonostante il divieto esposto dalla legge continuano le importazioni di amianto e la necessità della bonifica diventa sempre più urgente.

3000 vittime ogni anno

L’Italia conta almeno 35.521 siti da bonificare. Le zone più a rischio restano Casale Monferrato dove la fabbrica della Eternit ha causato più di 1.700 vittime. Da non dimenticare però Bari, Broni e la ex Fibronit, Siracusa e Torino, Napoli e Prato, Catania e Aosta: alcune delle province maggiormente interessate dall’amianto killer e che oggi continuano a essere palcoscenico di vittime e morti da mesotelioma pleurico (1.500 ogni anno). Tra 1993 e 2008 l’Italia conta 15.000 casi di mesotelioma, neoplasia aggressiva di cui la percezione del rischio rimane per ora molto bassa.

Ricerca e bonifica contro la malattia

La medicina fa passi avanti e aumenta l’efficacia di trattamenti e controllo dei sintomi del mesotelioma. La speranza è che sempre più terapie possano cogliere il pericolo e mirare al bersaglio, senza causare la morte ma migliorando le cure chemioterapiche.

Ma se si potessero velocizzare rilevamenti e manovre di bonifica dell’amianto killer? Forse 85 anni non saranno necessari, forse ci saranno anche meno morti.
La necessità primaria è la collaborazione: tra istituzioni, personale clinico e mass media.

Insieme, contro l’amianto e per la vita!