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Amianto: 4mila siti in meno da bonificare. Ma non è vero

I siti contaminati da amianto in Italia scendono dai 34.148 del 2012 a 30.309, ma c’è poco da star tranquilli. La mappa nazionale dei siti contenenti amianto di origine antropica, aggiornata al 17 giugno 2014 e disponibile da ieri pomeriggio sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, mette in luce il ritardo, la disomogeneità e la mancata adempienza alla legge delle Regioni. Stando alla mappa infatti, Calabria e Campania non avrebbero nessuna emergenza amiantocosì come in Sicilia appare mappata solo la zona del Belice.

Anche Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria, da quanto emerge dalla mappa, sarebbero solo marginalmente toccate dal fenomeno, mentre secondo l'Ufficio di Statistica dell’Istituto Superiore di Sanità è proprio nell’Italia settentrionale che si concentrano i comuni con un tasso di mortalità per mesotelioma superiore alla media nazionale.

Già nel 2010 un rapporto di Legambiente aveva registrato il ritardo delle amministrazioni regionali, responsabili sia del censimento dei siti che dei “Piani di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”, come previsto dall’art. 10 della Legge 257/1992 e dal DPR 8 agosto 1994.

Anche per questo, nel Piano Nazionale Amianto, presentato lo scorso anno a Casale Monferrato dall’allora Ministro della Salute Balduzzi e arenatosi alla Conferenza Stato-Regioni per mancanza di copertura economica da parte del Ministero dell’Economia, la mappatura veniva individuata come una delle priorità nazionali proprio per riuscire a determinare i siti da bonificare dove intervenire.

Mentre le associazioni e i cittadini si attivano dal basso per il monitoraggio civico dei luoghi da bonificare,  esiste già anche un sistema elaborato dall’INAIL–DIPIA che permette di georeferenziare le aree da bonificare, il cosidetto Sistema Informativo Territoriale (SIT), così come esistono sensori MIVIS utilizzati da alcune regioni (come la Lombardia e la Puglia) per il rilevamento aereo delle strutture con copertura in cemento-amianto.

Ad oggi quindi, resta ancora prioritario stabilire con certezza il numero e il grado di pericolosità per la salute dei siti contenenti amianto da bonificare nel nostro Paese.