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Lastre d'amianto

Allarme amianto a Brescia: sigilli al cantiere dell’Alta Velocità

Brescia - Ancora veleni sotto il tracciato dell’Alta Velocità. Dopo il rinvenimento di lastre d'amianto interrate, la Polfer ha posto sotto sequestro una vasta zona dell’area dello scalo ferroviario della Piccola velocità, in corrispondenza dello scalo merci di via Dalmazia, dove sono in corso i lavori per la Tav.

Giovedì 6 marzo infatti, durante i lavori di scavo, a poche centinaia di metri dalle abitazioni, le ruspe di Cepav Due, il Consorzio degli Enti per l’Alta Velocità, hanno portato alla luce lastre di amianto interrate abusivamente almeno una ventina di anni fa. La conferma arriva dall' Arpa di Brescia che ha già avviato le indagini dopo aver provveduto a ricoprire i rifiuti pericolosi con appositi sacchi trasparenti. 

Legambiente lancia l’allarme inquinamento a Brescia: L’ennesimo ritrovamento di materiale tossico nei cantieri della Tav ripropone con forza il tema del grave inquinamento del territorio bresciano - sostiene Dario Balotta, responsabile dei trasporti in Lombardia per Legambiente - serve urgentemente un piano di finanziamento per bonificare le aree inquinate e rendere più vivibile la città.

Spetta ora a Cepav Due approntare nel minor tempo possibile un piano di bonifica per asportare in sicurezza il materiale rinvenuto, così come già fatto in altre zone della provincia. Quello della rimozione però è solo uno dei problemi, a cui bisognerà aggiungere quello dello stoccaggio e quello dello smaltimento, due questioni spinose per la città.

La storia dell’Alta Velocità non è certo nuova a questi episodi: diversi veleni sono stati precedentemente rinvenuti sotto il tracciato della Tav a Travagliato, Rovato, Ospitaletto e Castegnato. Proprio nel territorio di Castagnato, in corrispondenza della terza corsia dell’ A4, pochi mesi fa sono state rinvenute tracce di cromo esavalente 1400 volte superiori ai limiti di legge.

Insomma, i cantieri Tav e Brebemi stanno riportando alla luce un mare di rifiuti sepolti nel bresciano e in Lombardia, frutto di anni di comportamenti ai danni dell’ambiente e dei cittadini che, con tutta probabilità, non avranno mai un colpevole.