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Amianto alla Pirelli: sentenza shock

Amianto alla Pirelli: sentenza shock

Dopo un anno dalla prima sentenza emessa dal Tribunale di Milano (luglio del 2015), la Corte d’appello ribalta la sentenza di primo grado e assolve gli 11 ex dirigenti della Pirelli.

Sentenza di primo grado: amianto alla Pirelli

La sentenza di primo grado del Tribunale di Milano giudicò responsabili 11 ex dirigenti della multinazionale italiana di omicidio colposo di venti operai che tra gli anni 70 e 80 lavoravano negli stabilimenti milanesi.

In quegli anni, l’amianto era ampiamente utilizzato in tutto il mondo per le sue caratteristiche: estremamente versatile e basso costo di produzione, che lo rendevano adatto a diversi settori. La Pirelli fu una di quelle realtà industriali che adoperò la fibra killer nella miscela dei pneumatici e per rivestire le tubature degli stabilimenti. L’esposizione giornaliera e costante degli ex operai all’amianto, presente nel talco, negli scambiatori di calore e nelle postazioni di lavoro, provoco numerose vittime, a causa dell’insorgere della malattia mesotelioma pleurico o altre forme tumorali.    

Sul banco degli imputati finirono Ludovico Grandi e Gianfranco Bellingeri, ex amministratori delegati Pirelli, e altri manager all’epoca in carica, accusati di imprudenza e negligenza.

I dirigenti e il Consiglio di Amministrazione li giudicarono colpevoli di non aver informato gli operai dei rischi causati dall’amianto e di non aver rispettato le norme igieniche di sicurezza, già previste dalla legge del ’56.

Sentenza di secondo grado

L’esito del processo di secondo grado si è concluso, invece, con l’assoluzione degli imputati.

Tra gli ex dirigenti assolti figurano gli stessi Ludovico Grandi e Gianfranco Bellingeri; inoltre, l'ex manager Armando Moroni, precedentemente condannato in primo grado ma poi deceduto e Piero Giorgio Sierra ex amministratore dell'azienda e presidente per nove anni dell'Airc (Associazione italiana ricerca sul cancro) e tuttora nel comitato direttivo.

Se nella sentenza di primo grado si era deciso per la condanna degli ex manager della Pirelli, la seconda deliberazione ha avuto un esito inconsueto. Il presidente per la Difesa della Salute, Michele Michelino (parte civile) e le famiglie delle vittime sono rimaste amareggiate del verdetto finale e della mancanza di leggi che tutelino gli operai sui posti di lavoro.

La battaglia contro l’amianto proseguirà: le famiglie delle vittime e il Comitato per la Difesa della Salute hanno dichiarato che non si arrenderanno di fronte a questa sentenza e faranno ricorso per dare giustizia ai morti dell’amianto in casa Pirelli.