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Allarme Amianto nelle scuole italiane: manca sensibilità

Allarme Amianto nelle scuole italiane: manca sensibilità

L’Osservatorio Nazionale Amianto pubblica dati allarmanti: sono 2.400 i casi di edifici pubblici scolastici in Italia contaminati dalla fibra killer che espongono a possibili malattie circa 350mila studenti e 50mila membri del personale scolastico.

Nonostante l’emergenza sono pochi gli istituti scolastici che hanno risposto attivamente ai controlli e ai programmi di bonifica proposti.

Cause e conseguenze dell’amianto negli edifici scolastici

Le scuole, luoghi dedicati alla crescita intellettiva e culturale dei figli d’Italia, sono siti pericolosi. Negli ultimi cinquant’anni, generazioni di studenti, docenti e tecnici hanno operato in strutture non a norma di legge, dove il cemento amianto era diffuso negli ambienti e nelle attrezzature di laboratorio, senza che se ne conoscessero i rischi. È giusto riconoscere che molto spesso gli edifici scolastici risultano collocati vicino a zone industriali non sempre bonificate, che un tempo si occupavano della lavorazione di cemento amianto.

Le regioni oggi maggiormente soggette a esposizioni sono Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria e Toscana, dove spesso l’eternit rivestiva le tubazioni o i pannelli isolanti e antincendio. I casi di malattie e tumori correlati all’amianto, dopo anni, hanno causato il decesso delle persone esposte: nel 2012 sono state 63 le persone che hanno contratto una malattia connessa all’amianto.

Leggi e regolamentazioni per gli edifici pubblici

La legge 257 del 1992 obbligò a verificare la presenza di amianto negli edifici, anche scolastici. Nel 2009 e nel 2011, inoltre, furono promulgate ulteriori norme per lo smaltimento dei materiali pericolosi. In particolare il decreto del  2011 riconobbe per la prima volta il diritto dei lavoratori esposti all’amianto, concedendo loro un risarcimento per malattia professionale.

Nonostante la pubblicazione di questi emendamenti a favore delle vittime dell’amianto, gli istituti scolastici presentano ancora numerose problematiche:

  • a Milano, in via San Mamete, i bambini mangiano in palestra perché la mensa risulta inagibile a causa della presenza di amianto
  • a Firenze, un decesso sospetto ha richiesto l’intervento della magistratura, volto a verificare la reale presenza di amianto all’interno della scuola
  • in Basilicata, dopo molti richiami della Provincia, si è provveduto alla rimozione del materiale tossico da una scuola che, nonostante le segnalazioni, ha lasciato le persone esposte alle fibre tossiche per molto tempo

Indagine sull’amianto nelle scuole

Legambiente, fino al 2014, ha pubblicato annualmente il Rapporto sulla Qualità dell’Edilizia Scolastica monitorando 6.332 edifici di proprietà dei comuni capoluoghi di provincia. Il 10% di questi, con prevalenza nel nord Italia, ha certificato casi di amianto.

Nel frattempo L’Osservatorio Nazionale Amianto ha segnalato che su 2297 scuole contattate due terzi non hanno partecipato alla compilazione del questionario, evidenziando uno scarso impegno verso la causa contribuendo all’incompletezza dei dati raccolti.  La buona notizia arriva invece da Sicilia e Sardegna: le due regioni che negli ultimi due anni si sono date maggiormente da fare nella bonifica amianto.

I fondi dedicati alle scuole

Nel mese di giugno 2014 lo Stato ha stanziato 400 milioni per il progetto scuolesicure che prevedeva gli interventi di bonifica amianto nelle scuole. Di questi fondi solo il 9% è stato finora impiegato per queste operazioni: segno che le regioni e gli enti, con onere e competenza, hanno dato priorità ad altri interventi non valorizzando il pericoloso killer silenzioso.

Risolvere l’allarme amianto negli edifici scolastici non è cosa da poco. È necessario che tutte le regioni cooperino ed eseguano interventi di bonifica, ma soprattutto che aumenti la sensibilità al problema, senza causare altre vittime!